Quali sono i prezzi nel 2022 per un divorzio congiunto?

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Quali sono i prezzi nel 2022 per un divorzio congiunto?

Quali sono i prezzi nel 2022 per un divorzio congiunto?

Il costo medio per un divorzio congiunto, ovvero consensuale è variabile e dipende dalla modalità che si sceglie per la cessazione del matrimonio. La modalità più economica per un divorzio consensuale è quella di rivolgersi all’ufficio competente del proprio Comune di residenza, e in tal caso i prezzi sono di soli 16 euro. Si arriva invece a circa 2000/2.500 euro per il divorzio consensuale con negoziazione assistita con avvocati.
Il divorzio consensuale, o anche congiunto, rappresenta una forma di scioglimento del vincolo di matrimonio in cui marito e moglie sono d’accordo su ogni questione che riguarda la fine del matrimonio, dalla separazione dei beni in comune, all’assegnazione della casa coniugale, all’affidamento dei figli. Le strade per il divorzio consensuale in Italia sono due. E’ possibile, infatti, rivolgersi semplicemente all’ufficio competente del proprio Comune di residenza o scegliere la negoziazione assistita e i prezzi del divorzio variano in base a cosa si decide di fare.
Il divorzio consensuale in Comune non richiede la presenza di avvocati ma è una strada che si può scegliere a condizione che dal matrimonio non siano nati figli, e non si siano trasferimenti patrimoniali, altrimenti non si può fare. I coniugi che scelgono di rivolgersi in Comune per il divorzio prendono accordi sulle questioni principali relative al divorzio dinanzi al sindaco e il costo è davvero minimo circa 16 euro.

Diversi  sono invece i prezzi richiesti per un divorzio consensuale con negoziazione assistita. A differenza del divorzio consensuale  in Comune, per il divorzio consensuale con negoziazione assistita è sempre necessaria la presenza degli avvocati dei coniugi . I costi del divorzio si aggirano tra i 500 e i 2.000 euro, che sono le spese per gli avvocati in base al numero di incontri necessari per la chiusura dell’accordo di divorzio, ma non sono richieste spese per:

  • pagamento di bolli;
  • contributo unificato per il rilascio di autorizzazione o del nulla osta da parte del Pm;
  • imposta di registro o altro tassa se le disposizioni patrimoniali dell’accordo di divorzio sono funzionali alla risoluzione della crisi coniugale;
  • tasse.

Le disposizioni sui beni patrimoniali, poiché risultano funzionali al divorzio, non sono, infatti, sottoposte né a imposta di bollo né a imposta di registro presso l’Agenzia delle Entrate.

Altra modalità di divorzio è quella del ricorso davanti al giudice, per cui è necessaria la presenza degli avvocati. Bisogna quindi considerare i costi per l’assistenza legale per entrambe i coniugi che divorziano, e nel caso di divorzio consensuale davanti al giudice è bene sapere che l’avvocato può anche essere solo uno, lo stesso, per entrambe i coniugi potendo così anche dividere le spese, ma se non ci sono figli minori o non autosufficienti si può procedere per il divorzio senza avvocato avanti il Comune.

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Studio legale Avvocato Massimo Ornato